La nostra storia

La tradizione del Carnevale a Grignasco risale alla fine dell'800, infatti i primi documenti in cui si parla di manifestazioni carnevalesche datano 1895.


. . .dei bei primi carnevali colla lepida maschera nostrana di Giuvanin Bacieia


Giuan Bacèja e Mariana Curbèla , le due maschere caratteristiche del nostro paese nascono dallo spirito ironico di un ciabattino-poeta di nome Pinet Turlo, persona nota nel paese e in tutta la Vaalsesia, per gli scritti di poesie in dialetto. Ancora oggi sulla porta dove un tempo c'era il suo laboratorio è appesa una «veggia lum» (vecchia lampada a stoppino), in ricordo di una delle sue poesie piú amate.


La coppia carnevalesca impersona due contadini tipici della Bassa Valsesia che indossano i vestiti buoni della festa e si esprimono esclusivamente in dialetto grignaschese. Il Giuan ha come simbolo la «bacèja»: tipico piatto di legno usato per mondare il riso; mentre la consorte Mariana e' caratterizzata dalla «curbèla»: cesto di vimini intrecciato dalla forma inconfondibile, usata da tutte le donne come contenitore per la spesa e per la raccolta dei prodotti agricoli.




I festeggiamenti

I festeggiamenti iniziano il giorno dell'Epifania (6 gennaio) con «La gran trippa in piazza». In quest'occasione Giuna Bacèja e Mariana Curbèla si presentano alla popolazione insieme al loro seguito, distribuendo nella piazza di Grignasco e in giro per tutte le frazioni la tradizionale trippa. Il Sindaco stesso consegna alle due maschere le chiavi del paese, consacrandoli così regnanti assoluti di Grignasco per tutto il periodo di Carnevale. L'appuntamento piú; atteso è la giornata della "Giubiacia" ovvero il "giovedì grasso". La festa inizia alle 5.30 con la distribuzione di the e biscotti ad operai e studenti che si apprestano ad iniziare la giornata, e prosegue con la fagiolata in Trüna per il pranzo. Il centro del paese si trasforma in un brulicare di maschere, allegre combriccole di gente che canta e brinda con bicchieri di vino rosso; mentre giostre, trenini e altri divertimenti sono a disposizione dei bambini per l'intero pomeriggio. Il tutto allietato dall'allegra musica della Brusca.


La festa prosegue fino a sera con il gran finale. In piazza Giuan e Mariana, da veri padroni di casa, sono a disposizione di tutti coloro che hanno qualcosa da ridire sulla vita del paese e non solo... Il pubblico è divertito da mascherate, da schermaglie verbali, da piccole lamentele recitate quasi sempre in vernacolo, dall'atteso discorso del Giuan e riscaldato da un buonissimo vin brulé. La serata in piazza si conclude con uno strabiliante spettacolo pirotecnico, mentre i piú; gaudenti possono continuare a divertirsi al gran ballo in maschera organizzato dal Comitato carnevale.




La Truna dal Giuan

Negli anni '70 ci fu un rilancio a livello valsesiano delle manifestazioni carnevalesche, ed in particolare a Grignasco. Nel 1978 si formò l'attuale Comitato Carnevale con la presidenza del prof. Franco Fizzotti che insieme ad alcuni amici diede un nuovo assetto alla manifestazione e migliorò l'impostazione dei festeggiamenti. E' in questo momento che nasce l'esigenza di trovare una sede per il Comitato, sede che diventi ritrovo e osteria al tempo stesso. E' qui che si svolgono ancora oggi rinomate merende e cene coi piatti tipici della nostra cucina.


Nell'arco del tempo la Trüna ha subito diversi spostamenti: dalla prima sita in Via Lorenzo Testa così piccola da poter accogliere i numerosi amici solo per delle merende; a quella in Via Torchio con circa 100 coperti ed una attrezzata cucina, frutto del lavoro dei soci stessi, che hanno lavorato per ristrutturare una cantina come tante fino a farla diventare una splendida "Trüna dal Giuan".


Nel 2001 un nuovo trasloco. Di nuovo in Via Lorenzo Testa è stata inaugurata l'attuale cantina del Comitato: una cantina abbandonata e senza pavimento e' stata trasformata in un ambiente accogliente, con circa 80 coperti ed un caratteristico bancone bar, frutto del lavoro appassionato della nuova generazione di soci. Nuovi i muri e il pavimento, ma tavoli e panche sono quelle di sempre, le stesse che hanno accolto tanti nostri amici nel corso degli anni e ai quali va sempre il nostro pensiero.


Così come quello di sempre è l'entusiasmo con cui accogliamo tutti gli amici che vengono a trovarci a merenda o a cena durante il periodo di carnevale. Dal sabato prima l'inizio della settimana grassa fino al martedì precedente le ceneri, ogni pomeriggio ed ogni sera i nostri favolosi cuochi preparano squisite prelibatezze da consumare in allegria con gli amici e insieme ad un buon vino rosso.



Comitato Carnevale

Esistono documenti fotografici del nostro Carnevale che risalgono agli anni '20 - '30, ma e' solo dopo la fine della seconda Guerra Mondiale che ci fu una ripresa significativa ed una partecipazione attiva della cittadinanza nell' organizzazione dei festeggiamenti. Durante questo periodo a Grignasco, grazie al Gruppo Alpini, si organizzano Balli in Maschera, sfilate mascherate a piedi o di piccoli carri, raduni culinari a base di prodotti tipici della nostra cucina.


Dopo un periodo di pausa, nel 1978, un gruppo di amici decise di ripristinare la tradizione del Carnevale. Formò un Comitato Carnevale, trovò una sede che chiamò "Trüna dal Giuan"e ridiede vita alle due maschere Giuna Bacèja e Mariana Curbèla. Da allora il Comitato ha raccolto numerosi nuovi amici ed ha continuato a portare avanti le tradizioni carnevalesche grignaschesi, dedicandosi in particolar modo alla giornata della Giubiacia.



Le maschere

Nel corso degli anni sono stati diversi i grignaschesi che si sono avvicendati nel ruolo di Giuan Bacèja. Tra questi, la figura che meglio ha saputo rappresentare l'essenza del nostro carnevale e' stato il professore Franco Fizzotti.


Artista, pittore, incisore, poeta e docente all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Franco, ha saputo vestire i panni del nostro Giuan con così forte passione da farne una delle maschere piú; amate della Valsesia.


Tra gli altri bravi "Giuan" vogliamo ricordare anche Lino Giuliani, decoratore, pittore e poeta dialettale, che smessi i panni del nostro contadino, ci ha allietato con le sue sagaci battute durante tante belle Giubiace.


Anche la Mariana Curbèla è stata impersonata da tante giovani e belle ragazze grignaschesi, una delle prime ad accompagnare il prof. Fizzotti-Giuan Bacèja, è stata la pittrice Ada Negri.



La vigna santa

Il Comitato Carnevale è sempre attento al mantenimento delle tradizioni locali e da sempre partecipa attivamente alla vita del Pese.


E' in questo spirito che dal 2004 ha preso in affitto una piccola vigna di proprietà della Curia, che da tempo non era più coltivata. E' un fazzoletto di terra scoscesa ai piedi della chiesa di S.Graziano. Questa vigna ha una storia antichissima, le sue gambe di vite risalgono al 1600, appartenevano alla Compagnia di Gesù che le coltivarono per alcuni secoli. Nel 1800 la vigna passò alla Confraternita di Santa Marta, un gruppo di pellegrini flagellanti o battuti. Durante l' annuale processione per le vie del paese, oltre a flagellarsi pare che attingessero anche abbondantemente alle varie botti che incontravano lungo il cammino, con esiti facilmente immaginabili...Questi loro ambigui comportamenti suscitarono le lamentele dei parroci e contribuirono allo scioglimento della stessa confraternita.


Infine l'attività viticola fu affidata a diversi privati fino all'abbandono avvenuto qualche anno fa.


Il terreno, oltre alla coltivazione della vite, risulta essere adatto anche alla coltivazione di diverse varietà di ortaggi. Dolcissima valeriana, in vernacolo chiamata "ducin", succosi pomodorini a ciliegia, per cominciare, ma ci sono anche piante di pesco, pere e prugne (miracolose) che stanno dando i suoi frutti grazie al paziente e generoso lavoro di alcuni amici della Trüna. La nostra prima vendemmia ha prodotto circa 300 litri di un nettare gustoso dalle tipiche caratteristiche dei vini locali. La sua produzione non raggiunge ancora l'intero fabbisogno della Truna, per cui la sua degustazione è limitata alle cene di fine mese. I nostri viticoltori sono, però, fiduciosi che nelle prossime vendemmie si riuscirà a produrre un quantitativo più elevato di questa prelibata bevanda.